Carla Pinna
Consulente AXO — Agentic Experience Optimization
Sto dove mondi che di solito non si parlano si incrociano — e da un incrocio si vede arrivare ciò che, restando dentro un mondo solo, non si vede ancora. È per questo che più di una volta mi sono sentita dire che ero matta a crederci: la viralità, su cui ho fatto la tesi in filosofia, o il social media marketing, su cui ho scommesso quando per tutti Facebook era ancora solo una nuova moda arrivata dagli Stati Uniti.
Quella posizione ha due radici. La prima è la testa: il percorso — filosofia, marketing, design dei modelli di business, fino al libro Business Design per le PMI (LSWR, 2017) — e la biologia. Sono neurodivergente — ADHD e gifted. Il mio ragionamento funziona per connessioni laterali e pattern, non per sequenze, ed è più simile a quello di un agente AI che a quello delle altre persone: mi rende naturalmente attrezzata a capire come un agente naviga (e si perde) in un sistema. La seconda radice è uno stacco: nel 2024 ho lasciato il lavoro per affrontare il cancro, e sono rientrata alla fine del 2025. Chi era rimasto dentro non se n’era accorto — l’acqua si era scaldata un grado alla volta. Io l’ho trovata bollente.
Ed è stato evidente che l’AI agentica sta cambiando di nuovo tutto, e che l’AXO è una disciplina necessaria.
Scrivo e racconto concetti. Tengo speech, faccio formazione, partecipo a conferenze e tavole rotonde. Lavoro in inglese, spagnolo e italiano.
Vuoi capire la disciplina che ho fondato?