AXO. La disciplina
dell’esperienza agentica.
L’AXO è la disciplina che progetta sistemi pensati per essere azionati dagli agenti, non solo trovati o citati. Perché agire non è trovare, e un agente non è un motore di ricerca.
Immagina di essere di nuovo ragazzino, e che qualcuno ti mandi a fare la spesa. Ti danno l’indirizzo di un supermercato dove — ti assicurano — ci sono ottime offerte e tutti i prodotti che cerchi.
Hai l’indirizzo, e allora ci vai. Entri. E gli scaffali sono coperti da teli. Non riesci a capire cosa ci sia dietro, quali offerte, quali prodotti vengano venduti. Ti guardi intorno e pensi: ma cosa sta succedendo? Il massimo che puoi fare è tornare a casa e riferire che sì, quel supermercato esiste. Oppure provarne un altro.
Ora immagina di entrare e di vedere tutto. I prodotti sugli scaffali, le offerte — e sono perfette: c’è esattamente lo yogurt greco che tua sorella mangia ogni mattina, c’è esattamente il riso che piace a tuo padre. Peccato che davanti agli scaffali ci sia un vetro. Vedi ogni cosa, ma non puoi prenderla; e le casse sono vuote, nessun commesso, nessuna cassa automatica a cui pagare. Tutto quello che puoi fare è contemplare, e dire: che supermercato magnifico, per chi ha accesso ai prodotti e trova qualcuno a cui pagarli. Torni a casa, racconti tutto quello che hai visto, e concludi: «Mamma, adesso dovresti andarci tu.»
Ora immagina l’ultima versione. Entri, e trovi una catalogazione di tutti gli scaffali e di dove stanno i prodotti della tua lista; un volantino che ti dice quali offerte fanno per te e su quale scaffale trovarle; uno strumento per tracciarti una mappa e fare la spesa nel modo più rapido; e in fondo una cassa dedicata, dove pagare. Non hai dei cartelli più chiari: hai un modello del negozio costruito a tua misura — la sua ontologia — che ti permette non solo di capire dove sei, ma di fartene un’idea tua, di fare esperienza di quel supermercato in autonomia e muoverti al suo interno compiendo scelte consapevoli. E a costruirlo non sei tu: è il supermercato.
In questa scena, tu sei l’agente di tua madre. Hai uno scopo — fare la spesa —, delle informazioni — la lista —, degli strumenti — i soldi, il sacchetto di tela. E i tre supermercati sono tre modi diversi di metterti in condizione di agire, o di non metterti affatto. L’indirizzo è la SEO: ti fa trovare il posto. Il vetro sugli scaffali è la GEO: puoi vedere cosa c’è dentro, citarlo, spiegarlo a tua madre — ma agire, no, e così finisci col restituirle l’azione in mano («vacci tu») invece di compierla al posto suo.
Il terzo supermercato è la AXO: l’accesso agli scaffali, l’orientamento costruito a tua misura, la cassa a cui chiudere la spesa. Qui non si tratta più di vedere. Si tratta di poter agire. E attenzione: non si tratta nemmeno di dare all’agente una cassa automatica e basta. Aprire delle API — esporre operazioni — è dargli una cassa che esegue il pagamento ma non gli dice cosa mettere nel sacchetto né perché, o un commesso che evade l’ordine preciso, «tre yogurt greci», ma solo se l’agente ha già capito il negozio da sé. È esecuzione senza comprensione. Quello che viene prima è il modello del negozio, la mappa a sua misura: un sistema cognitivo, non un altro strato di funzioni da chiamare. Senza, ogni cassa resta una cassa vuota davanti a chi non sa cosa comprare.
Con l’IA agentica abbiamo già a disposizione moltissime entità capaci di fare cose per noi, ma non abbiamo ancora progettato un mondo in cui possano davvero agire al posto nostro, e nel modo migliore. Prima abbiamo costruito un web a misura dei motori di ricerca, dove l’obiettivo era essere trovati; poi, quando l’AI generativa ha cominciato a rispondere, un web a misura di conversazione, dove l’obiettivo era essere citati. Ma non si tratta di essere trovati, né di essere citati, e nemmeno di mettere gli agenti nelle condizioni di spiegare come si fanno le cose: si tratta di un’altra disciplina, quella che mette gli agenti in condizione di agire davvero dentro un processo, non solo di vederlo da fuori.
È per questo che credo sia il momento di definire la AXO come disciplina, attraverso un manifesto, e di cominciare a scrivere le linee guida per progettare questo nuovo mondo.
I sette principi che definiscono questa disciplina vivono nel manifesto